di Davide Dotto

[Marco] dall’inizio degli anni Cinquanta alla fine degli anni Ottanta vive e lavora tra Queensland e Victoria dove fa in tempo a vedere i festeggiamenti del 1988 e i gemellaggi del Veneto con l’Australia (…) Ed è così all’improvviso che una sera del 1991, dopo quarant’anni di assenza, decide il rimpatrio. Vende in fretta e furia quello che ha e s’imbarca per il lungo viaggio su di un jumbo jet sempre con l’idea fissa del paese, del bar, degli amici. Dopo un giorno e mezzo di volo scende a Tessera e sempre più eccitato e commosso si fa portare da un taxi nel borgo ai margini del Terraglio. Ma il borgo non c’è più e una serie indistinta di edifici, fabbrichette, capannoni, altera il paesaggio ch’era nel cuore.

di Davide Dotto

Uscito su Art Litteram

L’art. 1 della nostra carta costituzionale è il prodotto del costituzionalismo moderno e delle lotte che hanno coinvolto più di una generazione. Esso contiene un principio che non è stato dichiarato sull’onda di un’emozione contingente, ma soggetto a uno sviluppo e a un percorso non brevi. Non si tratta di un esercizio retorico privo di significato sul piano sostanziale. Tutt’altro.

di Davide Dotto

Il Nome della Rosa è il primo romanzo di Umberto Eco. A tutti gli effetti è un giallo, in cui si inseriscono altri generi quali la gothic novel, il romanzo storico, a tratti l’horror. La lettura è agevole, perché ci si muove entro schemi codificati e riconoscibili, nonostante la presenza di dispute teologiche. In esse si segue lo schema della quaestio medievale:

I. Il maestro propone o assume una questione (quaeritur),

II. elenca alcune obiezioni (videtur quod),

III.

di Davide Dotto

da Art Litteram

L’Arminuta è scritto con un linguaggio essenziale e fortemente evocativo. Grazie a esso, e senza complicati giri di parole, il lettore condivide da subito la curiosa condizione della protagonista, una ragazzina restituita alla famiglia d'origine dalla zia che l'ha accudita e allevata negli ultimi tredici anni. Non le è dato sondarne i motivi, a quanto pare di dominio pubblico:

"Ero l'Arminuta, la ritornata.

di Davide Dotto

Io non mi chiamo Miriam, della giornalista svedese Majgull Axelsson, è un romanzo delicato e difficile. Frutto di una ricerca approfondita e intensa, tra le pagine emerge una storia non adeguatamente conosciuta: il genocidio dei Rom a opera dei nazisti, la loro estrema difficoltà (se non impossibilità) di essere accettati dalla società civile, l'essere bersaglio di ininterrotte discriminazioni.

di Davide Dotto

da Art Litteram (06 maggio 2015)

“Solo la letteratura può dare la sensazione di contatto con un’altra mente umana, con l’integralità di tale mente, le sue debolezze, le sue grandezze, i suoi limiti, le sue meschinità, le sue idee fisse e la sua condizione”. Houllebecq parla della Parigi del 2022 (o giù di lì), dove la Fratellanza Islamica ha vinto le recenti elezioni politiche. È una situazione strana.

di Davide Dotto

Tornare in patria per l'esiliato è come venir affrancati, liberati dalle catene. Sono catene strane quelle dell'esilio perché non t'impediscono il movimento, te lo limitano. Lo impediscono nel solo luogo in cui vorresti andare (Chiara Mercuri)

Dante Alighieri si è dimostrato in vita partecipe alle sorti di Firenze.

di Davide Dotto

La realtà è che la mancanza di conoscenza e quindi l’impossibilità di comprendere le sfumature e i dettagli di questi paesi del Medio Oriente, porta ad appiattire i giudizi e le idee su modi di pensare schematici, semplici e facili da comprendere, ma spesso errati. È un libro impegnativo, non solo per il numero di pagine.

di Davide Dotto

pubblicato su Art Litteram

Il Fu Mattia Pascal (1904), primo del suo genere, è un romanzo novecentesco. In esso spicca un nuovo protagonista, lo scioperato:

uno che la vita se la sa godere spendendo senza misura.

Si tratta di una figura che, qualunque scelta intraprenda, non ha nessuna possibilità di assurgere alla grandezza. A impedirlo sono le situazioni paradossali, grottesche, che alimentano un registro da opera buffa, se non le fattezze medesime.

di Davide Dotto

Pubblicato su Art -Litteram

Il romanzo è, nei fatti, il dettagliato ritratto di Seymour Levov, soprannominato lo Svedese per via della “mascella quadrata, l’inespressiva maschera vichinga di biondino dagli occhi celesti”. Impossibile cogliere dall’immagine sbavature, sproporzioni e incoerenze.

Il libro manifesta la difficoltà di fotografare un universo completo e privo di fraintendimenti e non, invece, sommerso da “strati e strati di incomprensione”.
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